Premessa: Questo racconto è la risposta a un concorso la cui consegna citava: "E se annunciassero che il mondo è prossimo alla fine? E ti se restassero solo due mesi? Quali sono le tre cose che faresti?". I
n perfetta coerenza col mio stile, non mi sono attenuta totalmente alla consegna. Detto ciò buona lettura.
Il Sole sta per sorgere mentre il paese galleggia ancora addormentato sul mare a quadretti. I primi raggi si diramano nell'oscurità della notte come vene pulsanti di vita e lentamente nasce un nuovo giorno.
C'è ancora qualche stella nel cielo ma per me è tempo di andare.
Salgo in macchina, giro le chiavi e si parte.
Mentre guido penso che mi mancavano pochi mesi alla maturità, ancor meno alla patente e qualcuno in più alla libertà. Accendo la radio perché mi tenga compagnia e una voce gracchiante annuncia:
"...trovato morto questa mattina nella sua villa a San Martino, un colpo di pistola alla nuca. Improbabile l'ipotesi di suicidio..."
Anche prossimo alla fine, il mondo resta sempre lo stesso.
Dopo un'ora di viaggio arrivo a destinazione, il mare con le sue mille increspature dorate è lì che mi aspetta. Sono già sulla spiaggia, i piedi sulla sabbia rovente e il vento che mi scompiglia i capelli. Poi le onde mi trascinano sott'acqua, è così bello il cielo visto dal fondo del mare. E se mollassi tutto? Se mi lasciassi rapire dalla corrente? Molti l'hanno fatto in questi giorni.
Mi sento leggera, sollevata. Era così bello pensare al futuro, fare progetti, sognare. Se mi avessero tolto tutto ciò di me non sarebbe rimasto che il vuoto. Volevo viaggiare, conoscere il mondo e cambiarlo, in fondo siamo nati per questo, non per lasciarlo lo schifo che è. E ora? Ora tutto sta per finire e mi sento leggera.
Ma ho ancora un conto in sospeso prima della fine. Il Sole è ormai andato a riposarsi e solo la luce dei lampioni illumina la piazza in cui mi trovo. Di fianco a me su una panchina sono seduti un venditore ambulante dai vestiti logori e un signore ben vestito; e il primo sembra essere più felice del secondo. Mentre i gatti fan l'amore sui tetti dei palazzi, nell'aria si diffonde un jazz malinconico e la piazza inizia ad affollarsi. Su un palco alcuni tecnici trafficano strumenti e cavi.
Poi tutte le luci si spengono, sono giunta al capolinea. Un silenzio carico di tensione si diffonde tra noi. Ognuno sente solo il battito del proprio cuore. E all'improvviso il palco esplode! Il pubblico è folgorato da una detonazione di suoni, luci ed euforia, che si rincorrono si mescolano si avvinghiano si lasciano andare e invadono l'anima di ognuno di noi. Altro non potevo desiderare prima della fine che l'ebbrezza che solo questa droga può dare.
C'è ancora qualche stella nel cielo ma per me è tempo di andare.
Salgo in macchina, giro le chiavi e si parte.
Mentre guido penso che mi mancavano pochi mesi alla maturità, ancor meno alla patente e qualcuno in più alla libertà. Accendo la radio perché mi tenga compagnia e una voce gracchiante annuncia:
"...trovato morto questa mattina nella sua villa a San Martino, un colpo di pistola alla nuca. Improbabile l'ipotesi di suicidio..."
Anche prossimo alla fine, il mondo resta sempre lo stesso.
Dopo un'ora di viaggio arrivo a destinazione, il mare con le sue mille increspature dorate è lì che mi aspetta. Sono già sulla spiaggia, i piedi sulla sabbia rovente e il vento che mi scompiglia i capelli. Poi le onde mi trascinano sott'acqua, è così bello il cielo visto dal fondo del mare. E se mollassi tutto? Se mi lasciassi rapire dalla corrente? Molti l'hanno fatto in questi giorni.
Mi sento leggera, sollevata. Era così bello pensare al futuro, fare progetti, sognare. Se mi avessero tolto tutto ciò di me non sarebbe rimasto che il vuoto. Volevo viaggiare, conoscere il mondo e cambiarlo, in fondo siamo nati per questo, non per lasciarlo lo schifo che è. E ora? Ora tutto sta per finire e mi sento leggera.
Ma ho ancora un conto in sospeso prima della fine. Il Sole è ormai andato a riposarsi e solo la luce dei lampioni illumina la piazza in cui mi trovo. Di fianco a me su una panchina sono seduti un venditore ambulante dai vestiti logori e un signore ben vestito; e il primo sembra essere più felice del secondo. Mentre i gatti fan l'amore sui tetti dei palazzi, nell'aria si diffonde un jazz malinconico e la piazza inizia ad affollarsi. Su un palco alcuni tecnici trafficano strumenti e cavi.
Poi tutte le luci si spengono, sono giunta al capolinea. Un silenzio carico di tensione si diffonde tra noi. Ognuno sente solo il battito del proprio cuore. E all'improvviso il palco esplode! Il pubblico è folgorato da una detonazione di suoni, luci ed euforia, che si rincorrono si mescolano si avvinghiano si lasciano andare e invadono l'anima di ognuno di noi. Altro non potevo desiderare prima della fine che l'ebbrezza che solo questa droga può dare.